FUTURE’S IDEAS

Nel pomeriggio che ha seguito la conferenza, tre gruppi di lavoro a porte chiuse hanno discusso attività e tendenze su orientamenti e scenari museali nei prossimi 10 anni, utilizzando le strategie del Backcasting, del metodo Charette e le informazioni della mattina.

  • CHARRETTE – tecnica orientata ad ottimizzare il processo di comunicazione all’interno gruppi multidisciplinari, ad attivare processi di partecipazione e collaborazione e ad esplorare nuove prospettive;
  •  BACKCASTING – inizia con visualizzare le condizioni future desiderate e, per raggiungere tali condizioni, si parte dal risultato e progettando a ritroso, si collega il futuro al presente.

I gruppi di lavoro

 TRENDS WATCH: convergenza tra comunicazione, tecnologia e scienza

  • Simone Arcagni, Professore Associato presso l’Università di Palermo. Studioso di cinema, media, nuovi media e nuove tecnologie.
  • Giovanni de Niederhausern, Direttore operativo della Carlo Ratti Associati
  • Vincenzo Napolano, Fisico di formazione, è comunicatore scientifico presso l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN).
  • Luca Fois, Docente di Comunicazione, Scuola del Design, Politecnico di Milano.
  • Matteo Zauli, Direttore del Museo Carlo Zauli, direttore e cofondatore del Distretto A – Faenza Art District
  • Elisa Tessaro, Referente web e social media, Comunicazione e Promozione MUSE , Museo delle Scienze di Trento
  • Ciro Cattuto, Director of Science , ISI Foundation
  • Marcela Sabino, Lab Director, Museu do Amanh
  • Francesco Celante, Rotas Italia
  • Elga Acerno , Studentessa Università degli Studi di Torino

MAKERS: gli artigiani oltre il digitale

  • Mirko Lalli, H Farm, founder e CEO di Travel Appeal
  • Gianmarco Veruggio, Honorary president – Scuola di Robotica
  • Guido Curto, Direttore Palazzo Madama, Torino
  • Patrizia Cerutti, Responsabile dei programmi educativi per scuole e famiglie, Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci
  • Fabio Viola, Digital Gaming and Gamification Pioneer , GameVenture
  • Lorenzo Paganelli, FabLab Faenza
  • Guido Gemignani, Socio proprietario CCO Brandon Box
  • Francesco Carriero, Studente Università degli Studi di Torino

CROWD: il museo come comunità al servizio della comunità

  • Fabio Malagnino, Digital Champion, Giornalista del Consiglio regionale del Piemonte, social, egov/wegov, open knowledge, Torino Digitale
  • Pietro Dotti, AD e founder Eggers 2.0
  • Alessandra Gariboldi, Ricercatrice, Fondazione Fitzcarraldo di Torino
  • Fabio Cavalli, Attore, regista, autore, scenografo, produttore, curatore, Compagnia dell’Alta Sicurezza di Rebibbia
  • Cristina Casedei, Coordinamento Eventi e comunicazione, Museo Carlo Zauli, Co-fondatrice Distretto A, Capo progetto MuseoMix per MCZ
  • Marco Biscione, Direttore MAO Museo d’Arte Orientale , Torino
  • Julien Massat, Asteria Multimedia
  • Elena Abou Mrad, Studentessa Università degli Studi di Torino

I PROGETTI

WORKAROUND

Parole chiave: AUGMENTED, TOOLBOX, SERVIZIO
Concept: Con l’opera al centro l’esperienza diventa aumentata attraverso tecnologie convergenti, personalizzabili e socializzanti. La tecnologia consente di segnalare relazioni tra l’opera e il vissuto del visitatore, creando un legame di appartenenza.

Durante la visita al museo, le opere d’arte entrano in assonanza con il visitatore. Sulla base dei dati rilasciati liberamente dagli utenti, e grazie a una tecnologia non invasiva che si collega al device personale, le opere d’arte rispondono alle storie dei visitatori. I dipinti potranno segnalare all’utente che il paesaggio rappresentato è quello del proprio paese d’origine, o che uno dei personaggi raffigurati ha in comune dei tratti somatici con i nostri cari… La narrazione condivisa e responsive aumenta il significato che le collezioni museali possono avere per ciascuno di noi.

IN:SIGHT

Parole chiave: MIXED REALITY, RIUSO, SOSTENIBILE
Concept: Trasformare il museo in dispositivo performativo.

Grazie ad un lavoro di costruzione di significato con la comunità, le opere conservate nei depositi del museo diventano protagoniste di un processo performativo e di comunicazione. L’utente o le comunità di utenti scelgono e votano un’opera selezionata dai depositi. L’opera più votata viene esposta in museo e grazie alla realtà aumentata (dispositivi olografici, smart glasses…) vengono fornite a tutti i visitatori informazioni aggiuntive sulla storia, la provenienza, la tecnica…ma anche legate alla community che ha adottato e promosso l’opera. Una riproduzione virtuale del museo viene spedita agli utenti (museum in a box) con tutte le informazioni aggiuntive.

MUSEO UNIVERSALE

Parole chiave:  MUSEO REALE/CLASSICO, INTERAZIONE, MULTI-LAYER
Concept: Museo Kantiano di comunicazione e ipertecnologico con libertà di sfogo delle perversioni

Un museo dei musei, un database condiviso e opendata di opere d’arte, in cui le collezioni vengono riordinate e presentate rispondendo ai bisogni dell’utente, sia su postazioni fisse che mobile, sia con l’uso di strumenti tecnologici che mixano la realtà aumentata e virtuale. L’output della piattaforma è divisa su quattro assi: le opere remixate dagli utenti, secondo la scelta del curatore; le opere più votate dalla piattaforma; le opere collegate nei diversi musei e collezioni del mondo (esempio: guardo la Gioconda e posso richiamare tutte le opere di Leonardo); le creazioni e abbinamenti degli utenti con un ordine stabilito da criteri guidati da intelligenza artificiale.

MUSEO AUMENTATO

Parole chiave: MIXED REALITY, CONNESSIONE, PERSONALIZZAZIONE

Grazie alla tecnologia olografica, le opere del museo sono esplorate nelle loro stratificazione storiche e di significato: il visitatore potrà scoprirne luogo d’origine, aspetto originario, informazioni aggiuntive… Grazie ad una tecnologia non invasiva (mixed reality: augmented  + virtual) e socializzante, sarà possibile scoprire durante la visita al museo quegli aspetti storici, artistici, curiosi o emotivamente significativi (temperatura, odore, sensazione al tatto…) che non sono possibili in una visita tradizionale.