CONCLUSIONS

Quali nuove sfide si troveranno ad affrontare i musei del futuro?
Quali tecnologie, quali tendenze, quali evoluzioni culturali, sociali, economiche e politiche influenzeranno lo sviluppo e la rinascita delle istituzioni museali?

Il Museo rappresenta fin dalla sua nascita un luogo fondamentale, dove le testimonianze materiali e il patrimonio culturale della civiltà devono essere conservati per le generazioni future.

Per affermare la loro identità, i musei dovranno collocarsi come centro dell’innovazione locale in un contesto globale. Le cinque missioni più rilevanti, come acquisizione, conservazione, ricerca, comunicazione ed esposizione dovranno continuare ad avere scopi di studio, di educazione e di diletto, ma essere anche coadiuvate e sostenute dalle nuove tecnologie emergenti.

Il Museum of the Future di Dubai ha indicato con il suo claim la linea con cui definire l’offerta museale di domani:

See the future, create the future

(vedi il futuro, crea il futuro) e quindi non solo opere d’arte, ma laboratori e sinergie multidisciplinari, in cui la sorpresa diventa acquisizione, in cui si possa contemporaneamente fruire in silenzio di un’opera o essere parte attiva di un polo innovativo che fornisca un centro per sperimentare, progettare, immaginare, creare.

Il museo diverrà una struttura polifunzionale in cui i visitatori avranno gli strumenti per “fare”; un luogo dove, per esprimere la propria creatività individuale, il pubblico sarà coinvolto dinamicamente in attività multisensoriali. Un luogo dove la partecipazione attiva sarà parte integrante dell’esperienza, dove i contenuti saranno anche interamente generati dagli utenti (prosumer), in cui la curatela sarà un processo condiviso tra museo e cittadinanza.

Proprio i cambiamenti epici in corso, legati ma non effetto della sola crescita esponenziale delle tecnologie, influenzeranno anche le visite museali. Riusciremo a creare, attraverso la convergenza tra pratiche digitali e spazi fisici, esperienze più interessanti e coinvolgenti? Saremo in grado di produrre emozioni a distanza per chi, ad esempio, non può visitare il museo? Riusciremo a introdurre nella “cassetta degli attrezzi” del museologo, del mediatore, del curatore, anche lo strumento “digitale” alla stregua degli strumenti classici del mestiere?

I musei, per la loro peculiarità di centri di ricerca, svago e accoglienza, hanno oggi l’occasione di prendere iniziative in grado di generare un vero cambiamento sociale. Hanno la possibilità di diventare laboratori di sperimentazione di nuove pratiche di narrazione, di costruzione collettiva di significato, di accoglienza e comprensione del nuovo e del diverso da sé.

E’ quindi necessario che le istituzioni museali siano dotate di curatori in grado di fare innovazione e di fornire attività culturali alternative.

Questo sarà il decennio più intraprendente della storia dell’uomo in cui le tecnologie emergenti determineranno un’innovazione esponenziale. Non dobbiamo temere il cambiamento. Vogliamo essere in sintonia con la crescita tecnologica ma abbiamo bisogno di consapevolezza e di confronto; vogliamo essere in grado di sfruttare la tecnologia e non essere usati dalla stessa; e vogliamo che i musei del prossimo decennio ci aiutino a plasmare la società per il nuovo millennio.

Il museo del futuro, oltre ad essere istituzione, dovrà rappresentare il crocevia, laddove scienza, tecnologia, cultura e innovazione potranno, come in passato, incontrarsi, convergere, fondersi e trasformarsi, dove la conservazione del patrimonio culturale al servizio dell’umanità e dello sviluppo sarà stimolata, garantita, protetta e divulgata.

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